IL PRIMO MATTONE DEL NEMO ANCONA È L’ASCOLTO DEL BISOGNO

Gabriele Rissone • 16 maggio 2022

Al via la realizzazione del progetto per la cura delle malattie neuromuscolari: quando l’alleanza tra istituzioni, comunità scientifica e associazioni si realizza prioritariamente nel pieno rispetto della persona

COMUNICATO STAMPA

Il primo mattone del NeMO Ancona è l’ascolto del bisogno

Al via la realizzazione del progetto per la cura delle malattie neuromuscolari: quando l’alleanza tra istituzioni, comunità scientifica e associazioni si realizza prioritariamente nel pieno rispetto della persona

Ancona, 16 luglio 2021 – L’ascolto del bisogno. Questo è lo spirito con cui oggi ad Ancona si è simbolicamente posto il primo mattone della settima sede dei Centri Clinici NeMO. Pensato e voluto dalle associazioni dei pazienti, il network nasce in alleanza con le Istituzioni e la comunità scientifica per rispondere alla complessità dei bisogni di cura di chi vive con una malattia neuromuscolare come la SLA, la SMA e le Distrofie Muscolari. La caratteristica principale dei Centri, infatti, è quella di avere in un unico reparto più di 14 specialità cliniche differenti e altamente qualificate. Dalla diagnosi e lungo tutto il percorso della malattia, NeMO Ancona diventerà il riferimento per bambini e adulti marchigiani e dei territori limitrofi.

Era gennaio 2020 quando, perfettamente nei tempi previsti dal progetto, furono consegnati gli spazi collocati al V piano del nosocomio marchigiano. Poche settimane dopo, la pandemia bloccò inevitabilmente l’avvio delle attività di ristrutturazione del Centro. In questi mesi, tuttavia,spinti dalla volontà di essere prossimi alle famiglie più fragili, si sono rimodulate le condizioni per poter riprendere la realizzazione del progetto. NeMOsi inserirà, così, nel Sistema Sanitario Regionale, esempio di sussidiarietà orizzontale, dove le istanze di chi è vicino al bisogno del paziente generano valore per l’intero sistema :La sensibilità della Regione Marche, nei confronti della presa in carico delle malattie neuromuscolari, costituisce un obiettivo ineludibile della nuova politica sanitaria. La stretta integrazione fra cura, assistenza e ricerca per lo sviluppo di strategie terapeutiche innovativedichiara l’assessore regionale alla Sanità Filippo Saltamartinicontribuirà, nel tempo, alla migliore qualità di vita possibile per la persona con patologia neuromuscolare, sia in età infantile/adolescenziale sia in età adulta, rallentando la progressione della malattia e prevenendo le complicanze più gravi”.

Il progetto, inoltre, non unisce solo le conoscenze specialistiche e multidisciplinari sulle malattie neuromuscolari, ma è luogo nel quale il concetto stesso di cura parte dai bisogni espressi da tutti i soggetti coinvolti: i pazienti e i familiari, i professionisti, gli operatori sanitari e la comunità del territorio. “ Le nostre sono malattie progressive che hanno necessità di competenze e passione per essere affrontate. – aggiunge Alberto Fontana, presidente dei Centri Clinici NemoL’alleanza tra istituzioni e associazioni è la risposta più efficace perché nasce da valori condivisi e dalla corresponsabilità di porre sempre la persona al centro. Questo primo mattone, infatti, porta con sé anche il messaggio di una comunità coraggiosa, quella marchigiana, che ha fortemente voluto e sostenuto il progetto”.

Attenzione agli ambienti di cura, efficienza funzionale e gestionale, integrazione dei servizi di presa in carico: queste sono la cifra di NeMO Ancona. Con i suoi 880 mq, 12 posti letto per il ricovero ordinario, 2 per i servizi di day hospital e ambulatoriali, il Centro accoglierà più di 700 pazienti ogni anno. Essere in ascolto del territorio e della comunità, dunque, come metodo che traduce il bisogno in risposte condivise, proprio come è successo durante l’emergenza sanitaria: “ L’ascolto deve tradursi in strumenti e indirizzi progettuali.sottolinea Michele Caporossi, direttore generale dell’Ospedale Regionale Torrette di AnconaUna visione che fonda le sue radici sulla volontà di garantire a tutti la possibilità di cura. La stessa vocazione che ha reso prioritario il recupero dello stato di salute sociale, destinando temporaneamente gli spazi assegnati al Centro NeMO in quelli necessari al programma vaccinale. Ed è per questo che oggi, con rinnovata convinzione, poniamo il primo mattone di un luogo di cura che continuerà a rispondere alla fragilità ”.

A ciò si unisce la vocazione scientifica del progetto, che vede nella continuità dell’alleanza tra ricerca e cura la possibilità di dare risposte concrete al bisogno di vita e futuro per i pazienti: “ Il centro offre una stretta integrazione fra cura, assistenza e ricerca – continua Gian Luca Gregori, Magnifico Rettore dell’Università Politecniche delle Marcheorientato ad un concetto più ampio di salute, attento al malato come persona nel suo complesso, nella sua unicità e nella sua specificità. Le nostre studentesse e studenti, futuri medici e professionisti sanitari, acquisiscono, durante il loro percorso formativo, capacità e sensibilità che vanno oltre il corretto riconoscimento e cura delle malattie, preparati ai nuovi bisogni di salute che una società rinnovata propone. Con lo sviluppo di nuove ricerche e studi scientifici, inoltre, possiamo offrire ai pazienti soluzioni terapeutiche sempre più innovative ”.

L’obiettivo del Centro è quello di promuovere un’assistenza sanitaria nel pieno rispetto della persona: “Per questo gli spazi – conclude Roberto Frullini , presidente di Fondazione Paladinisono progettati anche per accogliere e tutelare le relazioni, custodire gli affetti e creare le migliori condizioni sia per i pazienti, come anche per tutti gli operatori sanitari e i professionisti che vi lavoreranno”.

A porre il primo mattone anche Mauro Uliassi, visibilmente emozionato nell’ascoltare le testimonianze dei pazienti e dei rappresentanti territoriali delle associazioni. Marchigiano doc, lo chef pluristellato è da sempre al fianco della comunità neuromuscolare, la cui deglutizione di cibo e liquidi è spesso critica. Modificando con le sue ricette “tre stelle” le consistenze dei piatti della tradizione, Uliassi crede che, nonostante le difficoltà, è possibile continuare a vivere l’esperienza del gusto e del piacere dello stare a tavola.

La posa del primo mattone, insomma, è stata accolta dall’abbraccio di un’intera comunità. NeMO Ancona nasce, dunque, con l’obiettivo di cambiare il concetto stesso di cura.

A cura degli Uffici Stampa e comunicazione di:

Regione Marche – Renzo Pincini, cell. 335 198 0568 – ufficio.stampa@regione.marche.it

A.O.U. Ospedali Riuniti di Ancona – Laura Cecconi – tel. 071 5963088– laura.cecconi@ospedaliriuniti.marche.it

Università Politecnica delle Marche – Chiara Principi- tel. 0712203011 – c.principi@univpm.it

Centri Clinici NeMO – Stefania Pozzi, cell 328 6084489 – ufficio.stampa@centrocliniconemo.it Fondazione Paladini – Cristina Tilio, cell 337 654877 – cristina.tilio@gmail.com

19 dicembre 2025
“My name is Luca. Ballata con Vialli”, a Torino la seconda edizione della serata evento per celebrare Gianluca Vialli. I fondi raccolti saranno destinati all’Istituto di Candiolo-IRCCS per la ricerca e la cura del cancro al pancreas. Aperte le prevendite Tra gli ospiti della serata ideata e promossa dalla Fondazione Vialli e Mauro: Buffon, Chiellini e Roberto Mancini ma anche Alessandro Cattelan e Piero Chiambretti Aprono oggi le prevendite per i biglietti di “My name is Luca. Ballata con Vialli” , l’evento pensato e promosso dalla Fondazione Vialli e Mauro per La Ricerca e Lo Sport Onlus , patrocinato dal Comune di Torino e dalla Regione Piemonte, che si terrà il 19 gennaio, dalle 20.00, per la prima volta al Teatro Regio di Torino . Calciatori, artisti, musicisti e giornalisti per una serata dedicata alla musica e allo sport ma soprattutto a Gianluca Vialli , a tre anni dalla sua scomparsa. La vendita dei biglietti sarà devoluta alla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro per sostenere la cura e la ricerca sul tumore del pancreas , con particolare attenzione allo sviluppo del Reparto di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva dell’ Istituto di Candiolo – IRCCS. Partner ufficiale dell’evento sono Banca Patrimoni Sella & C. e Poste Italiane. Mauro: “Un momento di festa” . «Questo evento nasce dal desiderio di celebrare Luca e di farlo insieme a tutti gli artisti e gli amici che hanno avuto la fortuna di incrociare il suo cammino sullo sfondo della città di Torino. Un momento di grande emozione e di festa che assume anche un importante valore benefico: sono passati 20 anni da quando, come Fondazione, abbiamo fatto la prima donazione all’Istituto di Candiolo. Da quel momento è cominciata una storia intensa, ricca di traguardi, di nuove sfide e di rapporti umani solidi, a partire da quello con il presidente Allegra Agnelli. Una storia bellissima e che continuerà fino a quando non avremo vinto la partita più importante, quella in cui la Ricerca va a segno nella lotta alla Sla e al cancro» dice il presidente della Fondazione Vialli e Mauro, Massimo Mauro . La serata . Dopo Genova, la seconda edizione dell’evento si svolgerà a Torino , città in cui Vialli ha vissuto la sua seconda giovinezza calcistica dopo la Sampdoria: fu proprio lui ad alzare al cielo l’ultima Champions League vinta dalla Juventus, portando il trofeo a Torino. La ballata con Vialli sarà una serata di celebrazione e ricordo con un conduttore d’eccezione, Linus . Gli ospiti. Non potrà mancare Roberto Mancini, fratello di calcio e di vita di Vialli con cui ha condiviso i trionfi leggendari della Sampdoria e l’ultima vittoria della Nazionale italiana, ma anche gli ex compagni della Juventus Fabrizio Ravanelli e Angelo Peruzzi per ricordare la Champions League vinta insieme trent’anni fa. Sul palco saliranno Gigi Buffon e Giorgio Chiellini: il primo sta ricoprendo ora il ruolo di capo delegazione della Nazionale che fu di Vialli, il secondo è stato il capitano di quegli azzurri vittoriosi agli Europei che si abbracciarono a Gianluca, simbolo e traino dello spogliatoio. Calcio e sport dunque, ma anche musica e parole. La musicista Gloria Campaner, attraverso il pianoforte, evocherà le emozioni che si provano in momenti cruciali della carriera di uno sportivo - dalle sconfitte alle vittorie - in un parallelismo con la carriera dei musicisti. Ci sarà spazio anche per Alessandro Cattelan, che intervistò Vialli nel progetto Netflix “Una semplice domanda” in un momento di grande profondità e commozione e non potrà mancare l’irriverenza di Piero Chiambretti da storico tifoso granata. Lo scrittore Matteo Bussola leggerà un monologo originale scritto apposta per la serata e lo stesso farà Walter Veltroni, con un approfondimento tra calcio e cultura popolare, tra attaccanti e scrittori, tra Vialli e Pasolini. Pietro Sermonti racconterà la finale di Champions League del 1996, ultima partita vista allo stadio insieme a suo padre e la musica di Pietro Brunello porterà Bob Dylan sul palco del Regio. Raccogliere fondi. L’obiettivo della serata non è solo celebrare Gianluca Vialli , ma anche continuare la sua opera di sostegno a favore della ricerca sulla SLA e sul cancro attraverso la Fondazione Vialli e Mauro a cui i due sportivi hanno dato vita nel lontano 2003. L’evento sarà, infatti, l’occasione per raccogliere fondi a favore dell’Istituto di Candiolo-IRCCS, centro specializzato nel trattamento delle patologie oncologiche, e in particolare destinati allo sviluppo del Reparto di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva diretto dalla dottoressa Teresa Staiano. 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22 settembre 2025
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