NASCE NEMOLAB, IL PRIMO POLO ITALIANO DI INNOVAZIONE TECNOLOGICA PER LE MALATTIE NEUROMUSCOLARI E NEURODEGENERATIVE

Gabriele Rissone • 16 maggio 2022

Centri Clinici NeMO e Gruppo CGM danno vita ad un incubatore di competenze, valori e visione, mirato a generare impatto concreto

Logo di Lab, un centro di ricerca tecnologica italiano. Testo:

Milano, 21 aprile 2021 – Dallo studio di ausili e di dispositivi ortopedici innovativi, allo sviluppo di sistemi robotici, di telemonitoraggio e di analisi dei parametri clinici, ai programmi di riabilitazione, fino ai progetti di realtà aumentata ed immersiva. Apre NeMOLab, il primo polo tecnologico italiano per la ricerca e lo sviluppo di soluzioni altamente innovative, capaci di rispondere ai bisogni di chi vive una patologia neurodegenerativa e neuromuscolare.

Sviluppato su 1500 mq al piano superiore del Centro Clinico NeMO di Milano, presso l’ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda e sotto la direzione generale di Stefano Regondi e quella scientifica di Christian Lunetta , NeMOLab si compone di 9 laboratori, ciascuno dei quali è orientato ad occuparsi di un aspetto funzionale dei pazienti.

A tagliare il nastro Fabrizio Sala, Assessore all’Istruzione, Università, Ricerca, Innovazione e Semplificazione di Regione Lombardia, che commenta: “ NeMOLab è espressione di come la ricerca nasca dai bisogni per poi tradurli in risposte reali. Come Regione Lombardia continueremo a sostenere i Centri Clinici NeMO, che in questi anni hanno dimostrato di essere un modello di sanità unico. Questa è la sfida di NeMOLab, un’infrastruttura strategica che, oltre ad essere innovazione e ricerca, è un grande messaggio di speranza e di lotta per la vita ”.

NeMOLab introduce un nuovo modo di fare ricerca , che nasce nel solco dell’esperienza di presa in carico multidisciplinare, maturata dai Centri Clinici NeMO (Neuromuscular Omnicentre), unendosi alla vocazione di fare impresa sociale del Consorzio Gino Mattarelli (Cgm) , che da 34 anni coordina l’attività di cooperative e imprese sociali su tutto il territorio nazionale. In Italia sono 40 mila le persone che convivono con una patologia neurodegenerativa o neuromuscolare, come la SLA, la SMA e le distrofie muscolari: malattie altamente invalidanti, ad alto impatto assistenziale, che causano un progressivo indebolimento della muscolatura volontaria e che, in termini funzionali, portano ad una riduzione nel tempo dell’autonomia personale, fino a minare, in alcune situazioni, la capacità di svolgere anche i più piccoli gesti quotidiani.

Per chi è costretto a convivere con una malattia altamente invalidante – dichiara Alberto Fontana , presidente dei Centri Clinici NeMO – il rischio è quello di disconnettersi e di isolarsi. NeMOLab vuole essere un acceleratore di ricerca che sviluppi strumenti a garanzia di una piena integrazione e inclusione. Attraverso la tecnologia è possibile iniziare a superare le barriere fisiche, per arrivare insieme a costruire una società in cui nessuno rimanga escluso”.

A sancire questa vocazione sociale è l’alleanza con il Gruppo Cgm che, come dichiara Stefano Granata , presidente di Federsolidarietà e da oggi anche di NeMOLab, “ Il mondo cooperativo e quello associazionistico si uniscono per dare vita ad un’esperienza fortemente innovativa e di alta ricerca digitale e tecnologica. Una rete che si pone l’obiettivo primario di migliorare la qualità di vita di tutte le persone colpite da patologie neuromuscolari. NeMOLab coltiva altresì l’ambizione che i risultati raggiunti dai contributi scientifici di eccellenza possano avere ricaduta per il benessere dell’intera comunità ”.

Oggi più che mai, infatti, è indubbio che la ricerca può raggiungere grandissimi risultati solo se fatta insieme. A garanzia dell’alto valore scientifico di NeMOLab si sono mobilitate prestigiose collaborazioni che hanno creduto da subito nel progetto. Presenti all’inaugurazione Fondazione Telethon , con il Direttore Generale Francesca Pasinelli; Istituti del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) con Cristina De Capitani e Marco Sacco, rispettivamente responsabili delle sedi di Lecco degli Istituti “IPCB – Polimeri Compositi e Biomateriali” e “STIIMA – Sistemi e Tecnologie Industriali Intelligenti per il Manifatturiero Avanzato con Human-Centered, Smart & Safe, Living Environment

A completamento della filiera scientifica e tecnologica , i nove laboratori di NeMOLab godono altresì della collaborazione di Google Italia , Ortopedia Castagna , Assolombarda , Riatlas , ABCS , Rotary Club Milano Linate , Technoprobe e Cluster Lombardo Tecnologie per gli Ambienti di vita; NeMOLab, infatti, mira ad accogliere i bisogni dei pazienti per trasformarli in conoscenza, modelli, risposte e soluzioni tecnologicamente innovative.

NeMOLab, insomma, è figlio dell’imprescindibile alleanza tra ricercatori, medici e pazienti. Un’alleanza che si affida al potere della scienza, rigorosa ma anche dalle infinite possibilità . Con questo spirito, a salutare l’avvio del nuovo progetto, due giovani artisti che con il loro talento testimoniano il potere della capacità umana di sfidare il limite e trasformarlo in opportunità. Matteo Faustini, cantautore bresciano, crede nel potere delle parole ed è convinto che quelle più belle si chiamano gesti, per questo ha scelto di dedicare Un po’ bella e un po’ bestia , quale omaggio alla vita e a tutte quelle persone capaci di abitare in maniera permanente nelle stanze del nostro cuore. Christopher Castellini , classe 1992, è un’illusionista della mente di fama mondiale ed è affetto da una distrofia muscolare che lo costringe da anni in carrozzina, ma che non gli impedisce di proseguire i suoi sogni. Definisce NeMOLab un luogo che ha del magico, perché è solo attraverso l’unione di tutte le forze che sarà possibile trovare tecnologie di massimo livello ma, per farlo, occorre utilizzare prima di tutto la nostra mente ed il nostro cuore.

Diciotto sono i ricercatori impegnati nei laboratori del polo tecnologico . Per favorire tutti quegli aspetti legati all’autonomia della persona con disabilità Ortho Lab , Biorobotics Lab e Mobility Lab sono spazi dedicati alla progettazione e allo sviluppo di tecnologia cosiddetta abilitante e adattiva. Affascinante è l’area di Entertainment Lab dedicata allo studio e allo sviluppo di progetti riabilitativi basati sulla realtà aumentata e immersiva. Due sono le aree di “data analisi” dedicate a sviluppare modelli di raccolta, elaborazione e monitoraggio di dati e parametri clinici: Me-Mo Lab analizza il movimento, mentre Smart Health Innovation Lab monitora a distanza i dati clinici e sanitari. Per contrastare la perdita delle abilità funzionali della voce e della capacità visiva sono stati sviluppati Voice Lab e Opto Lab . Per lo studio di soluzioni domotiche mirate a rispondere al bisogno di autonomia quotidiana, Home Lab riproduce un ambiente casalingo “smart” controllabile con la voce.

Planimetria di un laboratorio, che mostra vari laboratori, tra cui Smart Health Innovation, Entertainment e Mobility.

Le attività di NeMOLab si concentrano in quattro aree: attività di ricerca e sviluppo nel campo delle tecnologie innovative ; registrazione e gestione di brevetti di ricerca in partnership con Università ed Istituti di Ricerca; trasferimento di know-how in ambito sanitario, assistenziale e sociale attraverso la co-progettazione di piattaforme tecnologiche (es. Sistemi robotici, sensori, materiali) per ambiti diagnostici, clinici e riabilitativi.

Al taglio del nastro oggi si sono mobilitati Istituzioni, pazienti, Terzo Settore, ricercatori, scienziati, artisti e partner tecnici che hanno manifestato e offerto contributi di altruismo e cooperazione. NeMOLab nasce come un vero proprio hub: un incubatore di grandi competenze, di illuminata visione e di fiducia in un futuro di possibilità.

MEDIA RELATIONS E COMUNICAZIONE ISTITUZIONALE Desirée Spreafico | desiree.spreafico@centrocliniconemo.it | TEL. 339.12.64.326

Autore: Silvia Campanella 16 marzo 2026
Le 26 realtà della Città Metropolitana di Torino si aggiungono alle 111 già finanziate Una scelta dettata dall’alta qualità delle domande ricevute dalla Fondazione Vialli e Mauro
24 febbraio 2026
SLA: Fondazione AriSLA pubblica il Bando 2026 per finanziare nuovi progetti di ricerca
Autore: Ufficio Stampa Silvia Campanella – 348.7773282 – press 4 febbraio 2026
Si è conclusa la prima edizione di “Sport senza frontiere”, il progetto della Fondazione Vialli e Mauro per la promozione dell’attività sportiva amatoriale nell’area della Città metropolitana di Torino: grazie alle risorse messe a disposizione dalla Fondazione Compagnia di San Paolo, che ha collaborato anche alla genesi del progetto, saranno finanziati 111 progetti tra i 219 presentati in risposta all’avviso pubblico promosso lo scorso mese di giugno per la concessione di contributi a fondo perduto. La risposta dei destinatari all’avviso pubblico è stata di grande portata: sono pervenute complessivamente 219 candidature, per una richiesta economica pari a 1.567.349,73 euro, un dato che testimonia la vitalità del tessuto associativo locale e allo stesso tempo l’imprescindibilità di un sostegno per garantire a tutti pari opportunità di accesso allo sport. A fronte delle risorse disponibili, pari a 450.000 euro, è stato possibile sostenere 111 progetti, selezionati al termine di un articolato e rigoroso processo di valutazione, privilegiando le proposte rispondenti in modo più puntuale ai criteri e agli obiettivi definiti dal bando, con l’obiettivo di massimizzare l’impatto sociale degli interventi finanziati. Alla luce dell’elevato numero di proposte di qualità pervenute, è in fase di valutazione un ulteriore stanziamento di risorse da parte della Fondazione Compagnia di San Paolo a favore della Fondazione Vialli e Mauro, a conferma della volontà di valorizzare ulteriormente le energie espresse dal territorio. Ulteriori informazioni in merito saranno disponibili sul sito della Fondazione Vialli e Mauro alla fine di febbraio 2026. Massimo Mauro, presidente della Fondazione Vialli e Mauro: «Sport senza frontiere ci ha permesso di dare concretezza a uno degli obiettivi cardine della nostra Fondazione che è la promozione e lo sviluppo di attività per la diffusione dello sport: allo stesso tempo, ci ha regalato la preziosa opportunità di conoscere più da vicino le tantissime realtà sportive della Città Metropolitana di Torino che ogni giorno scendono in campo, con entusiasmo e non senza difficoltà, per fare in modo che l’accesso allo sport sia davvero un diritto di tutti. Siamo entusiasti del riscontro che questo progetto, condiviso con Fondazione Compagnia di San Paolo, ha avuto e ci sentiamo privilegiati per le occasioni di incontro, umano prima ancora che professionale, che in questi mesi ci hanno arricchito e mostrato un mondo troppo spesso dimenticato, ma con una profonda valenza sociale». Il contributo della Fondazione Compagnia di San Paolo si colloca all’interno di una strategia orientata ai valori di fiducia, flessibilità e capacità di adattamento che guidano l’azione della Fondazione per il prossimo quadriennio. Il ricorso al regranting consente di affidare alla Fondazione Vialli e Mauro una gestione semplificata delle risorse, riducendo gli oneri amministrativi e favorendo un’erogazione più rapida ed efficace dei contributi. Tale modalità permette di raggiungere in modo più diretto le comunità periferiche di Torino, sostenendo realtà sportive radicate sul territorio, capaci di attivare processi di coinvolgimento e di promuovere il benessere delle persone. Con questo approccio, la Fondazione Compagnia di San Paolo conferma la volontà di sostenere interventi agili, incisivi e in grado di generare un impatto concreto e duraturo. I CRITERI DI VALUTAZIONE La valutazione è stata condotta lungo un doppio asse: - sul piano territoriale è stata attribuita priorità ai progetti radicati in quartieri e aree con evidenti condizioni di fragilità, segnate da deprivazione socio-economica, carenze infrastrutturali, fenomeni di marginalità e significativa multiculturalità; - sul piano sociale sono stati valorizzati gli interventi rivolti a fasce fragili della popolazione, incluse persone e famiglie in condizione di vulnerabilità e soggetti con disabilità, con particolare attenzione alla concreta rimozione delle barriere di accesso alla pratica sportiva. I criteri di valutazione hanno riguardato la fragilità del contesto e del target, la qualità progettuale e la coerenza tra obiettivi, attività e risultati attesi, la capacità di rete e di governance, l’equità di accesso, la sostenibilità economica e il rapporto costo/beneficio. A parità di merito, si è tenuto conto dell’equilibrio territoriale e della copertura dei bisogni più critici. L’intero iter, articolato in verifica di ammissibilità, pre-screening, analisi tecnica, due diligence documentale e validazione collegiale, è stato tracciato per garantire la massima trasparenza delle decisioni assunte.
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