SPORT SENZA FRONTIERE: 111 PROGETTI E 450.000 EURO DI CONTRIBUTI. IL LAVORO DI SQUADRA TRA FONDAZIONE VIALLI E MAURO E FONDAZIONE COMPAGNIA DI SAN PAOLO PER LA PROMOZIONE DELL’ATTIVITA’ SPORTIVA AMATO
Si è conclusa la prima edizione di “Sport senza frontiere”, il progetto della Fondazione Vialli e Mauro per la promozione dell’attività sportiva amatoriale nell’area della Città metropolitana di Torino: grazie alle risorse messe a disposizione dalla Fondazione Compagnia di San Paolo, che ha collaborato anche alla genesi del progetto, saranno finanziati 111 progetti tra i 219 presentati in risposta all’avviso pubblico promosso lo scorso mese di giugno per la concessione di contributi a fondo perduto. La risposta dei destinatari all’avviso pubblico è stata di grande portata: sono pervenute complessivamente 219 candidature, per una richiesta economica pari a 1.567.349,73 euro, un dato che testimonia la vitalità del tessuto associativo locale e allo stesso tempo l’imprescindibilità di un sostegno per garantire a tutti pari opportunità di accesso allo sport. A fronte delle risorse disponibili, pari a 450.000 euro, è stato possibile sostenere 111 progetti, selezionati al termine di un articolato e rigoroso processo di valutazione, privilegiando le proposte
rispondenti in modo più puntuale ai criteri e agli obiettivi definiti dal bando, con l’obiettivo di massimizzare l’impatto sociale degli interventi finanziati. Alla luce dell’elevato numero di proposte di qualità pervenute, è in fase di valutazione un ulteriore stanziamento di risorse da parte della Fondazione Compagnia di San Paolo a favore della Fondazione Vialli e Mauro, a conferma della volontà di valorizzare ulteriormente le energie espresse dal territorio. Ulteriori informazioni in merito saranno disponibili sul sito della Fondazione Vialli e Mauro alla fine di febbraio 2026. Massimo Mauro, presidente della Fondazione Vialli e Mauro: «Sport senza frontiere ci ha permesso di dare concretezza a uno degli obiettivi cardine della nostra Fondazione che è la promozione e lo sviluppo di attività per la diffusione dello sport: allo stesso tempo, ci ha regalato la preziosa opportunità di conoscere più da vicino le tantissime realtà sportive della Città Metropolitana di Torino che ogni giorno scendono in campo, con entusiasmo e non senza difficoltà, per fare in modo che l’accesso allo sport sia davvero un diritto di tutti. Siamo entusiasti del riscontro che questo progetto, condiviso con Fondazione Compagnia di San Paolo, ha avuto e ci sentiamo privilegiati per le occasioni di incontro, umano prima ancora che professionale, che in questi mesi ci hanno arricchito e mostrato un mondo troppo spesso dimenticato, ma con una profonda valenza sociale». Il contributo della Fondazione Compagnia di San Paolo si colloca all’interno di una strategia orientata ai valori di fiducia, flessibilità e capacità di adattamento che guidano l’azione della Fondazione per il prossimo quadriennio. Il ricorso al regranting consente di affidare alla Fondazione Vialli e Mauro una gestione semplificata delle risorse, riducendo gli oneri amministrativi e favorendo un’erogazione più rapida ed efficace dei contributi. Tale modalità permette di raggiungere in modo più diretto le comunità periferiche di Torino, sostenendo realtà sportive radicate sul territorio, capaci di attivare processi di coinvolgimento e di promuovere il benessere delle persone. Con questo approccio, la Fondazione Compagnia di San Paolo conferma la volontà di sostenere interventi agili, incisivi e in grado di generare un impatto concreto e duraturo.
I CRITERI DI VALUTAZIONE
La valutazione è stata condotta lungo un doppio asse:
- sul piano territoriale è stata attribuita priorità ai progetti radicati in quartieri e aree con evidenti condizioni di fragilità, segnate da deprivazione socio-economica, carenze infrastrutturali, fenomeni di marginalità e significativa multiculturalità;
- sul piano sociale sono stati valorizzati gli interventi rivolti a fasce fragili della popolazione, incluse persone e famiglie in condizione di vulnerabilità e soggetti con disabilità, con particolare attenzione alla concreta rimozione delle barriere di accesso alla pratica sportiva.
I criteri di valutazione hanno riguardato la fragilità del contesto e del target, la qualità progettuale e la coerenza tra obiettivi, attività e risultati attesi, la capacità di rete e di governance, l’equità di accesso, la sostenibilità economica e il rapporto costo/beneficio. A parità di merito, si è tenuto conto dell’equilibrio territoriale e della copertura dei bisogni più critici. L’intero iter, articolato in verifica di ammissibilità, pre-screening, analisi tecnica, due diligence documentale e validazione collegiale, è stato tracciato per garantire la massima trasparenza delle decisioni assunte.







